CONFLITTI IN FAMIGLIA E SENSO DI COLPA

Buonasera, sono una donna di 40 anni e mi sto esaurendo per rapporti difficili con la mia famiglia. Sono molto emotiva e mi faccio coinvolgere molto dalle situazioni e dai problemi e ultimamente sto in perenne stato di forte stress e somatizzo molto a livello fisico, che non riesco più a gestire, provo a spiegare, anche se è difficile per tutta una storia alle spalle. Ho un padre di 75 anni che vive con mia sorella, divorziata, e i figli di mia sorella, un ragazzo di quasi 21 anni e una bambina di 9 anni. Io abitando vicino e non lavorando, vado a trovare mio padre tutti i giorni. Ormai è parecchio tempo che la situazione è diventata insostenibile. I miei familiari litigano continuamente e a volte molto fortemente, alzano la voce, non c'è più nessun rispetto, si dicono parolacce, strillano sempre e discutono per tutto. Mio padre si lamenta ogni giorno di tutto questo con me, dicendo che mia sorella è incapace di intendere e di volere e che addirittura dovremmo rivolgerci agli assistenti sociali(mah), che non è in grado di farsi rispettare. Che mia sorella non porta rispetto a lui è vero, che mio nipote ha smesso di studiare e si alza tardi la mattina e la sera esce e rientra tardi è altrettanto vero. Ma c'è un disagio in mio padre per un clima mai sereno. Lui dice che sta là per i suoi nipoti, per salvaguardare in qualche modo la situazione sennò andrebbe via. Secondo me, invece, il carattere di mio padre, litigioso e polemico, non aiuta a migliorare la situazione che è incandescente ormai, ma vaglielo a dire!.. si arrabbia, si arrabbia pure con me se vado a trovarlo in un orario che non è consono a lui!..se vado a mezzogiorno invece che alle 10 ad esempio..perche? quando lui sta quasi tutto il giorno a casa..insomma io mi sento in dovere in quanto figlia di stargli vicino, ma per me sta diventando molto difficile e faticoso..è vero che mia sorella ha un carattere particolare e che sembra non sopportare più mio padre e che non si fa rispettare dai figli, ma cosa posso fare io? ormai le dinamiche sono quelle che sono e non c'è mai un clima sereno con loro, sempre polemiche su tutto e mio padre che vorrebbe fare il padre dei suoi nipoti, anche se loro un padre ce l'hanno (anche se vive un pò lontano) e secondo mio padre il compagno di mia sorella è incapace di fare il padre. Dio mio, io non ne posso più, è una situazione logorante che col tempo peggiora. E' giusto che io ne sia dentro e coinvolta perchè è mio padre e perchè sono la mia famiglia? Grazie

LO PSICOLOGO RISPONDE

Cara signora,

la realtà che ci descrive è davvero molto complessa e carica di significati e simboli.

Da una parte abbiamo i problemi di convivenza tra suo e padre e sua sorella e dall’altra la sua difficoltà nel gestire il suo rapporto con i suoi familiari (nello specifico suo padre e sua sorella). A tutto questo si unisce la sua difficile, ed immaginiamo complicata, situazione individuale connessa all’assenza di lavoro (potrebbe essere utile comprendere le ragioni per le quali lei oggi si trovi in una condizione di inattività lavorativa).

In linea generale possiamo dirle che, molto probabilmente, all’interno di tutto il sistema famiglia sembra si manifesti una comunicazione basata principalmente sull’aggressività, dunque sul veicolare verso l’altro conflitti che hanno un’ origine interiore ed attraverso i quali si vive l’illusione (anche inconsapevolmente) di trovare una probabile via di fuga proprio esercitando “la cifra” dello scontro.

In questo contesto lei manifesta, come figlia e come sorella, un intricato senso di colpa che potrebbe rivelarsi come il presumibile prodotto del conflitto tra il desiderio di prendersi cura di se stessa ed il severo senso del dovere verso la protezione familiare, che in qualche misura lei, per certi aspetti, sembra imporre alla sua persona.

Ovviamente noi non possiamo e non dobbiamo decidere per lei, possiamo, però, dirle che per prendersi cura degli altri, siano essi familiari o conoscenti, è bene prendersi cura prima di se stessi.

Seguendo una logica economico-psichica, se non abbiamo sufficienti energie interiori non sarà possibile ‘spenderle’ anche per aiutare gli altri.

Staff Psicologo Porta Romana-Milano